Ci sono giorni in cui ti guardi allo specchio e ti senti diversa. I pantaloni stringono un po' di più, le gambe sembrano pesanti e il tuo corpo sembra trattenere tutto. Ti chiedi cosa stia succedendo, anche se le tue abitudini non sono cambiate.

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Le Mani di Farfalla - Storie di Benessere

Quando la stanchezza chiede di fermarsi e raccogliersi
Dopo l'espansione dell'estate, ritrovare il centro prima di lasciare andare
L'estate porta naturalmente verso l'esterno.
Le giornate si allungano, aumentano gli incontri e cambiano gli orari. Anche durante le vacanze il ritmo del sonno e le abitudini quotidiane possono diventare meno regolari.
Quando l'estate volge al termine, quindi, non sempre ci sentiamo riposate.
Molte donne rientrano con la sensazione di dover ripartire immediatamente. La mente prova a riorganizzare il lavoro, la casa e gli impegni rimasti in sospeso, mentre il corpo sembra chiedere un tempo diverso.
La stanchezza può allora accompagnarci durante la giornata come pesantezza, dispersione o difficoltà nel ritrovare un ritmo.
Dopo essere state tanto fuori, il corpo chiede di tornare dentro
Nella visione della Medicina Cinese, il passaggio tra l'estate e l'autunno non avviene bruscamente.
Tra l'espansione estiva e il movimento più raccolto dell'autunno troviamo la Terra: un tempo energetico che invita a ritornare al centro, assimilare ciò che abbiamo vissuto e ritrovare stabilità.
Quando questo centro si indebolisce possiamo sentirci affaticate, poco concentrate oppure continuamente occupate da pensieri che si rincorrono.
Continuiamo a fare e organizzare, ma facciamo più fatica a riconoscere ciò di cui abbiamo realmente bisogno.
È come se una parte di noi fosse già proiettata verso ciò che deve ancora accadere, mentre il corpo cercasse un punto stabile sul quale appoggiarsi.
Fermarsi non significa diventare immobili
A volte interpretiamo la stanchezza come qualcosa da combattere. Cerchiamo di ignorarla o di compensarla aumentando lo sforzo.
Eppure non tutta la stanchezza chiede di fare di più. In alcuni momenti chiede una pausa.
Fermarsi non significa rinunciare ai propri impegni o sottrarsi alla vita. Significa interrompere per un momento il movimento automatico, ascoltare come stiamo e permettere alle energie di raccogliersi.
Prima di ripartire abbiamo bisogno di sentire nuovamente una base.
Può essere utile riprendere gradualmente orari regolari, camminare senza fretta, mangiare con maggiore presenza o concedersi alcuni minuti senza stimoli continui.
A volte sono proprio i gesti più semplici, ripetuti con continuità, a restituirci stabilità.
Dalla Terra al Metallo
Dopo aver raccolto arriva il momento di scegliere.
Con l'autunno entriamo progressivamente nel movimento energetico del Metallo, legato alla capacità di distinguere ciò che è essenziale da ciò che non ci serve più.
Il Metallo invita a semplificare, definire i confini e lasciare andare. Ma per farlo abbiamo prima bisogno della stabilità della Terra.
Quando ci sentiamo disperse, lasciare andare può essere vissuto come perdere qualcosa. Quando invece ritroviamo il nostro centro, possiamo osservare con maggiore chiarezza ciò che desideriamo portare nella nuova stagione e ciò che può concludersi.
La Terra raccoglie.
Il Metallo seleziona.
Tra questi due movimenti si crea lo spazio necessario per riconoscere ciò che ci nutre davvero.
Il respiro come passaggio
Il respiro accompagna continuamente il rapporto tra accogliere e lasciare andare.
Inspirando riceviamo. Espirando restituiamo.
Possiamo appoggiare una mano sul torace e una sull'addome, senza cercare di modificare il respiro. Per qualche istante ascoltiamo semplicemente il movimento sotto le mani.
È un gesto che riporta l'attenzione dalla mente al corpo e ci aiuta a riconoscere se stiamo ancora correndo, anche quando siamo apparentemente ferme.
Forse non abbiamo bisogno di ripartire più velocemente. Forse abbiamo bisogno di raccogliere ciò che l'estate ha mosso, ritrovare una base e lasciare emergere un ritmo più adatto al momento presente.
Raccogliersi non significa chiudersi.
Significa tornare sufficientemente vicine a noi stesse da riconoscere ciò che desideriamo conservare e ciò che siamo pronte a lasciare andare.
Quando la stanchezza è intensa, persiste nel tempo o interferisce con la vita quotidiana, è importante parlarne con il proprio medico.
Prima di ogni rituale c'è una cosa che non cambia: l'ascolto.
Le Mani di Farfalla - Storie di Benessere

Perché ti svegli già stanca?Quando il riposo non basta più
Hai dormito tutta la notte, eppure quando apri gli occhi ti senti già senza energie.
Ti alzi, inizi la giornata, fai quello che devi fare... ma hai la sensazione che il tuo corpo non abbia riposato davvero.
A volte non è nemmeno facile spiegare questa stanchezza. Hai dormito, quindi dovresti sentirti riposata. Ed invece vorresti soltanto avere ancora un po' di tempo per fermarti.
Dormire e riposare non sono sempre la stessa cosa
Le ore trascorse a letto non raccontano necessariamente come abbiamo riposato.
Ci sono periodi in cui continuiamo a portare con noi pensieri, tensioni e preoccupazioni anche quando finalmente ci fermiamo.
Il corpo è immobile, ma dentro di noi qualcosa continua a rimanere in movimento.
E così può capitare di iniziare una nuova giornata senza quella sensazione di energia che ci aspetteremmo dopo una notte di sonno.
Quello che osservo nel mio studio
Mi capita spesso di incontrare donne che mi dicono:
"Sono stanca già quando mi sveglio"
E, ascoltandole, emerge spesso una quotidianità piena: lavoro, famiglia, responsabilità, pensieri e pochissimo spazio per sé.
Non significa che dietro la stanchezza ci sia necessariamente lo stress - una stanchezza persistente merita sempre di essere approfondita con il proprio medico di fiducia - ma credo sia importante iniziare anche a chiederci quanto spazio concediamo realmente al recupero.
Perché riposare non significa soltanto smettere di fare.
A volte significa concedere al corpo e alla mente il tempo di rallentare davvero.
Un piccolo gesto per te
Prima di alzarti domattina, prova a non prendere immediatamente il telefono.
Rimani qualche istante nel letto.
Fai un respiro lento e chiediti semplicemente:
"Come mi sento questa mattina?"
Non devi trovare una soluzione.
Devi soltanto ascoltare la risposta.
Imparare ad ascoltarsi
Non possiamo evitare le giornate piene, le responsabilità o i periodi più impegnativi.
Possiamo però iniziare a riconoscere quando il nostro corpo ci sta chiedendo qualcosa.
A volte prendersi cura di sé comincia proprio da lì:
accorgersi di come stiamo prima ancora di chiederci cosa dobbiamo fare.
Le Mani di Farfalla - Storie di Benessere
Ogni corpo racconta una storia. Qui impariamo ad ascoltarla.
